Nel’esaltante momento in cui Alleanza Nazionale si è sciolta e tutti i suoi iscritti sono confluiti nel partito del Popolo della libertà, prima ancora che lo facessero altri, mi è venuto spontaneo rivolgere un pensiero a Pinuccio Tatarella.
Nel gennaio del 1994, seguendo proprio le sue intuizioni, nasceva Alleanza nazionale. Come sappiamo, fu fondata con il contributo determinante di Domenico Fisichella, Giuseppe Basini, Publio Fiori e Gustavo Selva. Nel 1995, a Fiuggi, il MSI confluì nel nuovo soggetto politico.
Vale la pena osservare che neppure uno, degli altri quattro che ho citato prima, ha completato il percorso che ha condotto la Destra italiana a confluire nel grande partito del Popolo della libertà. Infatti, Fisichella è entrato nel PD, Basini è entrato nel nuovo PLI, Selva passò con Forza Italia due anni fa e Fiori passò, prima nella nuova DC di Rotondi e poi formò un suo partito che si alleò con Mastella.
Onestamente, già da allora, non ero estremamente convinto della forza delle idee dei quattro. Il tempo mi ha dato ragione. Il vero processo di modernizzazione della Destra italiana, infatti, poteva avvenire solo da personaggi che avevano vissuto in pieno la storia del Msi. In particolare, Giorgio Almirante, Pinuccio Tatarella, Luciano Laffranco, Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. Senza dimenticare Gianfranco Fini che Almirante aveva voluto alla guida del MSI proprio seguendo l’idea di un partito di Destra più moderno e più incisivo. Un preciso filo rosso lega la storia di quelli che ho citato e che, lo dirà la storia, si sono battuti affinché in Italia sorgesse un raggruppamento politico con la forza di traghettare questo geniale Paese, verso gli appuntamenti che il futuro ci avrebbe fissato. E tutto questo, senza voler cancellare i lati positivi di un passato certamente da rivedere, ma non da dimenticare.
Chi dimentica il proprio passato è suscettibile di cadere negli stessi errori. E il Popolo della Destra ha capito tutto questo e continua a seguire con immutata fiducia gli Uomini che ne segnano il cammino.
Ma, se la confluenza ufficiale nel nuovo soggetto politico è certamente un ulteriore passo in avanti, non è il raggiungimento finale della meta. Poiché la nostra meta è sempre in movimento e non consente a nessuno di noi il tempo di arrestarsi, per il fatto di averla raggiunta. Da quando Pinuccio Tatarella creò quell’area moderata, in seno allo stesso MSI, che ebbe il nome di Destra protagonista e che portò Gianfranco Fini al vertice del Partito, questo continuo cammino di rinnovamento non si è mai arrestato.
A distanza di tempo, ricordo la profondità del suo sguardo che faceva intravedere una volontà di ferro, ma anche un’abilità politica eccezionale. Ma anche una sua particolare affermazione, quando definiva se stesso come un missino di destra; ma né fascista né antifascista. Perché, così spiegava lui, il fascismo non aveva ragione di esistere più in un'Italia moderna, inserita nel contesto internazionale e già avviata da anni alla piena democrazia. In particolare, poi, mi piaceva la sua polemica contro i poteri forti (termine da lui stesso coniato per definire potentati economici internazionali capaci di orientare le scelte dei decisori politici in tempi di stabilità istituzionale e di rovesciare quelli scomodi in tempi di evoluzione dello scenario globale). Di lui, è ancora forte e vivo il pensiero e l'insegnamento politico, profondamente radicato in certe peculiarità della cultura politica nazionale. Tra i desideri che animarono la sua azione politica vi fu, appunto, quello di realizzare un partito unico di centro-destra, capace di coalizzare tutti i moderati italiani.
Sono passati 10 anni da quando Tatarella ci ha lasciato. Silvio Berlusconi, lo scorso 22 marzo, in un messaggio inviato all’Assemblea riunita per lo scioglimento del Partito e per la sua confluenza nel PDL, ha detto: "Voglio salutare uno per uno tutti gli iscritti di An, il cui coraggio è stato un esempio per molti. E voglio ricordare un indimenticabile amico, Pinuccio Tatarella, che con le sue intuizioni e la sua intelligenza tanto ha fatto perché si giungesse a questo traguardo".
E lo stesso concetto lo ha espresso, alla Fiera di Roma, al Congresso fondativo del Popolo della libertà.
Se qualcuno aveva qualche dubbio su questa fusione, queste citazioni lo hanno fugato.
1 Aprile 2009