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OBIETTIVITA'
di Marina di Giannantonio

Non so quanti di voi sentono nostalgia del passato.. di un passato che magari non hanno nemmeno vissuto, ma credo che tutti siamo convinti che il progresso (ovviamente quando è veramente tale) è una cosa sicuramente apprezzabile. Non ci vuole molto ad ammettere che gli elettrodomestici che abbiamo oggi, solo per fare un esempio, hanno reso la vita più semplice per chi deve fare le faccende di casa. Così come aerei, automobili e supertreni ci permettono di spostarci con maggiore facilità. Tuttavia credo che dobbiamo anche ammettere che tutto questo non solo ha cambiato i nostri comportamenti ma persino i valori che ci guidano nelle nostra vita quotidiana. Mi sbaglio se dico che, oggi, il principale valore di riferimento sembra essere diventato il profitto? Il guadagno? E che, per questo motivo, qualcuno è disposto a rischiare molto, persino gli affetti? Sbaglio?
A dire la verità, se ci guardiamo intorno, l'impressione che riceviamo è che rispetto a cinquant'anni fa  la povertà delle persone, almeno in generale, sia diminuita. E questo, nonostante la crisi in corso. È un'impressione che ricaviamo leggendo libri, vedendo film e fotografie, ascoltando le testimonianze dei nostri vecchi e poi, Ovviamente, guardandoci intorno. Tanti ragazzi con motorini e telefonini non si vedevano neppure, quarant'anni fa. È vero che allora i telefonini non c'erano ancora ma, di sicuro, se ci fossero stati i ragazzi di allora non avrebbero avuto la possibilità di comprarli e, soprattutto, di tenerli. I motorini invece c'erano, ed erano un lusso. Insomma, si ha l'impressione che, oggigiorno, il tenore di vita, almeno qui da noi, sia migliorato. Ma, ed è questo che vi chiedo, lo è veramente?
Se è aumentato il tenore di vita, nel senso che, nei nostri paesi occidentali, tutti riescono a trovare almeno da mangiare, è aumentato anche il ritmo della nostra vita che, in certi casi è diventata addirittura frenetica. Fateci caso, stiamo sempre in mezzo alla gente, ma difficilmente riusciamo a scegliere le persone con cui stare. I colleghi di lavoro, i compagni di scuola, i clienti professionali, le persone che incontriamo al cinema, nei bar, negli ambulatori, sull'autobus, per strada e così via, noi non ce le scegliamo, dobbiamo solo accettarle. Anche i parenti, i genitori, i fratelli non ce li scegliamo, ma con loro almeno è diverso: c'è affetto. Comunque, di tempo da passare con persone che scegliamo noi non ne abbiamo molto.
Però oggigiorno, in genere, ci sono più soldi da spendere, (non sono molti ma rispetto a cinquant'anni fa qualche cosettina in più ce l'abbiamo, in tasca).
Però, per fare un esempio, se vogliamo della frutta biologica che poi sarebbe quella che quarant'anni fa si trovava dappertutto, la dobbiamo pagare di più. Lo stesso succede se vogliamo una pagnotta di pane di quelle che oggi chiamano integrali e che erano quelle che facevano le nostre nonne. Un bel pollo allevato nell'aia, come quelli di una volta, costa una tombola. Insomma, alla fine scopriamo che se volessimo alimentarci come i nostri nonni, i soldi che guadagniamo neanche ci basterebbero; e così scopriamo che questo presunto benessere è tale soprattutto perché ci rassegniamo a comprare cose che hanno meno qualità. Insomma che sono più scadenti. Che vittoria!
Non è per fare una elegia del passato, ma vi rendete conto che gli unici a non ricevere troppi danni, nel terremoto dell’Aquila, sono stati i vecchi palazzi?
Se c'è troppo distacco tra scienza e tecnologia rispetto al nostro progredire umano, insomma se non siamo stati capaci, finora, di usare per il meglio i prodotti della mente umana, forse a qualcuno potrebbe venire in mente che non sarebbe male a provare di riequilibrare, proprio dentro la nostra testa, i valori che dovremmo tenere in considerazione, non solo per una vita migliore, ma proprio per dare un significato più vero, più importante, alla nostra presenza in questo mondo. Intanto sono convinto che dovremmo riscoprire le nostre radici, insomma le nostre tradizioni europee e mediterranee, e tornare a prendere da queste le cose migliori. Quelle legate alla solidarietà, per esempio. Oggi se ne parla tanto e la si applica poco. Ma anche all'alimentazione, all'arte, alla musica, tutte cose che rendono la vita più vivibile. E poi riscoprire il gusto delle cose semplici. Deve essere possibile farlo e credo che non ci voglia poi molto. Forse semplicemente più buona volontà. Maggiore impegno. Meno egoismo. E poi, almeno per un po', proviamo a mettere da parte questa voglia di profitto.


23 Aprile 2009
 
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