Voglio approfittare di questa ribalta che Destra.it ha offerto agli iscritti di Italia protagonista, per uno sfogo personale. La verità è che sono un giovane di 24 anni, appena laureato, con scarse possibilità di lavoro e frastornato da questo mondo di immagini fatto di veline, figli del grande fratello, insulsi personaggi che popolano la nostra televisione. Non ne posso più e allora ho deciso di rivolgermi a tutti quelli che, come me, non ne possono più. Parlo della Tv, non della radio, naturalmente. La radio è l’unica cosa che ci salva in questo mondo di immagini e di apparenze. Anche perché la radio riesce a far sentire le nostre voci e con esse i nostri sentimenti, ma contemporaneamente ci consente di nascondere la faccia, i nostri visi corrucciati, gli occhi scuri dalla rabbia e, qualche volta, anche le lacrime. Si le lacrime che possano essere di gioia oppure di dolore. Una volta qualcuno credette d’insegnarmi che i veri uomini non piangono mai, che il pianto è da donnicciole, così dicevano. Ebbene, amici miei, ho scoperto che non è vero. Solo chi non si vergogna di piangere dimostra di avere un’anima: sono solo le pietre a non piangere. Ma solo perché le pietre non possono farlo e forse è per questo che restano pietrificate. Ma no, per carità, non serve che le lacrime scorrano dagli occhi, lungo le gote, fino a cadere per terra in un melodrammatico scenario da film televisivo. No, le lacrime, per uno come me, e per tanti come voi, vanno conservate, calde, dentro il petto, là dove seguiteranno a fare male. E dove diventano rabbia. Rabbia per un mondo che dice di essere sopraffatto dalla crisi ma che non fa nulla per risparmiare neppure un centesimo. Rabbia per la falsità, l’ipocrisia che emanano i personaggi televisivi. Rabbia per la pochezza di cui siamo circondati. E per le illusioni che la Tv ci propina continuamente.
Insomma, sembra che per essere felici, basta contentarci di guardare le cose da un’angolatura diversa.
A questo proposito, ricordo quel tale di cui ignoro il nome e che, tempo fa, aveva dato ordine di coprire con dei fogli di plastica una scultura rappresentante Adamo ed Eva. Lo aveva fatto , almeno così disse, perché i nostri progenitori erano rappresentati mezzo nudi e questo a lui non piaceva. Anche qui dipende da come una persona vede le cose. Se anziché mezzo nudi, li avesse visti mezzi vestiti il problema non si sarebbe posto. Del resto la stampa quotidiana e la televisione sono bravissimi a presentarci l’angolo giusto delle notizie. C’è un terremoto? Se la notizia non vuole allarmare è sufficiente dire che per fortuna il numero dei feriti e’ limitato. Un’alluvione? I soccorsi tempestivi hanno evitato il peggio. e così via. Se di una persona grassa diciamo che è abbondante, la facciamo felice. Pensate a una ragazza che abbiamo sentito definire, con un termine molto colorito, “quella lì è proprio un cesso”. Ebbene se voi, invece, descrivendola direte che è un tipo, avrete conquistato la sua riconoscenza per l’eternità. Sono semplici illusioni che non costano nulla perché ognuno di noi, se non è completamente cretino, certe verità le conosce perfettamente già da solo. E così anche io sono stato profondamente grato all’annunciatore televisivo che, durante la trasmissione delle previsioni del tempo e dopo che il telegiornale aveva appena annunciata una di quelle catastrofi che ultimamente sono state causate dalle piogge torrenziali con relative inondazioni, ha commentato : pero’... almeno è finita la siccità.
23 Aprile 2009