rC’è ancora spazio per la poesia? Intendo la poesia vissuta, quella che si può scoprire negli occhi di un’anziana signora terremotata che mostra negli occhi, prima che nelle parole, che la vita è fatta anche di cose che non si vedono. La poesia appunto. Oltre, naturalmente, al coraggio, alla dignità e a quell’antica sapienza che, solo certi nostri vecchi vissuti nelle nostre antiche città, hanno. Qualche volta, le stesse cose ho saputo leggerle anche negli occhi di qualche giovane. Ma è avvenuto raramente. Per questo vorrei raccontare una cosa semplice e poco degna di conoscenza, che ho vissuto io.
Una volta ho conosciuto un ragazzo che aveva delle proprietà straordinarie. C’era una ragazza con lui, e quando egli la fissava negli occhi, bastava solo che la guardasse, riusciva a fare cose meravigliose. Una cosa straordinaria: era nello sguardo di lei che lui riusciva a scoprire le risposte per una infinità di quelle domande che tutti si pongono e a cui pochi trovano risposte. Scoprii, con stupore, che era proprio negli occhi di lei che lui trovava quella spinta, quella forza, quello stimolo ad essere migliore, che evidentemente non poteva trovare altrove. Certo, lei aveva due begli occhi ma, e questa è forse la cosa strana, quando lui la guardava, cercando cose che solo lui poteva vedere, essi diventavano ancora più belli: diventavano stupendi. Io non so neppure se tra i due ci fosse un grande amore o qualcos’altro, so solo che quello che c’era tra quei due ragazzi riusciva a stupire anche un vecchio lupo solitario come me che di cose del mondo ne ha viste tante. Mi resi conto che nel cuore di quel ragazzo c’era qualcosa in più, qualcosa che fosse assolutamente suo, ma anche della ragazza che lui guardava. Si capiva benissimo che lui, la sua forza, la ricavava da quel suo sguardo particolare che, evidentemente, per lui significava qualche cosa di più. Forse lui era un artista … o un poeta. Infatti, scriveva versi e canzoni che raccontavano i paesaggi infiniti che aveva scoperto, solo guardandola. Ma non solo quello. Lui, per quella particolare forma di sensibilità che hanno i poeti ed i matti, riusciva ad interpretare, anticipandoli, tutti i desideri più nascosti di quella ragazza. Così un giorno comprò una motocicletta. Ed era proprio una di quella che piacevano tanto a lei. Un vero spettacolo: lucida e cromata, sotto il sole di quella primavera splendeva come un gioiello. A cavalcioni su quella esposizione di orgoglio meccanico, apparivano come moderni eroi pronti per la leggenda: erano qualcosa d’indimenticabile. Ma, lui stava davanti e lei logicamente di dietro, egli poteva parlarle ma non poteva guardarla negli occhi. E forse fu per quello che non si avvide del camion che stava sopraggiungendo.
Uno schianto. E lui perse per sempre i paesaggi sconosciuti che aveva saputo evocare.
La ragazza sopravvisse, ma nessuno mai più seppe trovare nei suoi occhi e nel suo sguardo i sogni e le magie che soltanto lui aveva saputo evocare.
23 Aprile 2009