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Pensieri di un vecchio...nuovo associato
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di Carmine Lazzarotto |
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Vorrei ringraziare Italia protagonista, non solo per le attività che organizza, ma anche perché mi da la possibilità di trovare nuovi amici e nuovi interessi. Sono un pensionato (e spero che questo non sia un limite) e godo di molto tempo libero. Purtroppo ho perso mia moglie e i miei figli sono lontani. Diciamo la verità, da soli si sta male. La solitudine non è bella. Per questo, quando è possibile, cerchiamo di riunirci, per stare insieme. Si va fuori con la comitiva, ci riunisce a casa degli amici. Si cerca compagnia in un’associazione come questa. Ed è bello. Ma ci sono Associazioni e associazioni. Italia protagonista è una grande famiglia, che ha dei fini culturali e associativi importanti. Le manifestazioni che organizza, aiutano, persone come me, a comprendere tante cose che altrimenti sfuggirebbero. Insomma, è un bel posto dove stare. Per questo, mi è venuto da pensare che, tante volte e solo per stare insieme, si creano invece delle associazioni di qualsiasi tipo: l’associazione per la bruschetta, l’associazione degli assaggiatori di vino, l’associazione per il mantenimento dei prati verdi. Ma è solo la disperazione della solitudine a spingere tante persone a unirsi con altre creando questa nuova tendenza ad associarsi tanto per fare qualche cosa? Qui in Italia non credo. Penso che, oltre alla voglia di stare insieme, c'è sempre il bisogno di fare qualche cosa di positivo. Non come in America dove esistono associazioni per qualsiasi cosa anche la più assurda come la protezione dello yeti e per l’amicizia con gli extra galattici. Da noi le persone si riuniscono quando stanno bene insieme perché condividono gli stessi interessi. E poi non conta molto se questi interessi sono la raccolta delle lumache o la collezione dei buchi delle ciambelle, l’importante è poter stare insieme perché l’insieme di più persone costituisce una forza. Negli Stati Uniti per esempio ci sono associazioni talmente potenti da ottenere per i propri associati tutta una serie di facilitazioni in tutti i settori. Da noi, invece, è difficile fare la stessa cosa e questo per una serie di motivi. L’Italiano è abituato a lottare da solo e, da solo, a vincere o a perdere. Anche se poi si diverte un mondo, per la sua generosità, a dividere vittorie e sconfitte con tutti gli altri. Finché si tratta di associazioni come i Lions o i Rotary, alle quali ci si iscrive proprio per essere parte di un gruppo di INDIVIDUI SOLI, passi pure; ma un tipo di associazionismo all’americana non mi sembra molto adatto per il nostro Paese. La vedreste da noi, per esempio, un’associazione per la Pizza Margherita dove tutti gli iscritti si dovessero impegnare, una volta in pizzeria, a ordinare lo stesso tipo di pizza per tutti, pur di avere uno sconto generoso? Sarebbe un fallimento in partenza perché pur nella piena accettazione del principio di base, ognuno vorrebbe aggiungere una propria variante: acciughe, prosciutto, funghi, melanzane e così via. E allora potrebbe essere il pizzettaio ad arrabbiarsi. O no?
23 Aprile 2009 |
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