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Sciacalli
di Leo Valeriano

La nota faccenda di “Anno Zero” col vignettista Vauro sospeso dalla sua attività a causa di una poco edificante vignetta, ha avuto seguito nella trasmissione Otto e mezzo il onda su LA7 e condotta dalla ineffabile Lilli Gruber. Qui, il sunnominato Vauro ha affermato che il Presidente del Consiglio si diverte a fare “passerella”, offrendosi alle telecamere, solo per accrescere la sua popolarità. Insomma, se Berlusconi non va è un insensibile. Se va, è solo per farsi pubblicità. La verità è che nell’amara esperienza abruzzese, gli sciacalli stanno mettendo in luce tutta la loro negatività. E di sciacallaggio, i terremotati dell’Aquila non hanno proprio bisogno. Meglio sarebbe un dignitoso silenzio, ma sappiamo che la dignità non è la dote principale degli sciacalli! Che cos’è che vi ha sorpreso di più in relazione al terremoto dell’Aquila? Il manifestarsi di una unità nazionale eccezionale? La dignità e la compostezza del popolo abruzzese? Il dolore dei terremotati? O lo sciacallaggio, in tutti i sensi, di qualcuno? Intendiamoci, non sono solo i personaggi della sinistra a sguazzare in questo dolore A me ha dato molto da pensare il cosiddetto fenomeno del "turismo del dolore". Persone che si sono avviate alla volta del territorio martoriato dal terremoto munite di macchinetta fotografica per immortalare le scene drammatiche di case rase al suolo e monumenti diroccati. Turismo della curiosità. Che, poi, spesso significava solo intralcio nei confronti di chi, invece, in quelle stesse zone stava lavorando senza un attimo di sosta per soccorrere chi ne aveva bisogno e continuando a scavare tra le macerie. Mi è sembrata una esasperazione di quel tipo di curiosità che spinge diecine di automobilisti a rallentare e addirittura a fermarsi, per guardare gli effetti di un incidente occorso ad altri. Con la differenza che quei passanti, almeno non hanno fatto chilometri per fotografare le disgrazie degli altri! Ma cosa dire dei vari giornalisti che facevano domande assurde ai terremotati, infilando loro il microfono davanti alla bocca? Cosa dire delle interviste televisive della ex Grande Fratello Eleonora Daniele accompagnata dall’ineffabile Cucuzza? È possibile mostrare tanta stupidità nei confronti dei nostri amici terremotati, solo per soddisfare la curiosità televisiva? Che l’umanità sia curiosa per natura non è un fatto nuovo. Tutti lo siamo. È una cosa che abbiamo fin da bambini, quando cerchiamo in mezzo alle cose che ci circondano qualche elemento che non avevamo mai notato. O semplici elementi della vita che, per le loro particolarità, possono esercitare stupore, stimolo, divertimento. La curiosità ci deriva proprio dal fatto di saper pensare. Di poterlo fare. È un fatto assolutamente naturale. La naturale curiosità umana, porta inevitabilmente alla brama di conoscere tutto ciò che ci appare nuovo, strano, diverso, inconsueto. È un istinto forte e suadente come anche la passione sa esserlo. È una esplosione del pensiero, talvolta. Nasce in quelle sconfinate e contorte pieghe della vita e del costume che ci ritroviamo appiccicati addosso. E la curiosità, nelle sue diverse forme, ha sempre degli effetti collaterali. Un solo esempio: se non fosse per la curiosità di moltissima gente, certe trasmissioni televisive nemmeno esisterebbero. I vari Grande fratello, Fattorie, Isole dei famosi, si reggono, appunto, sulla curiosità della gente. E se questo tipo di curiosità, mi sembra poco positiva, quella legata allo sciacallaggio televisivo, nei confronti delle vittime del terremoto, mi appare addirittura disumana. Da sciacalli, appunto!


23 Aprile 2009
 
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