Nonostante quello che si dice abitualmente, fa piacere notare che, tutto sommato, la maggioranza della nostra popolazione riesce a ragionare con la propria testa e con il proprio cuore. Probabilmente, la scarsa fiducia di chi sostiene il contrario, era ed è motivata dal fatto che la comunicazione globale ha sempre un effetto ipnotico, plaggiante, sulla grande maggioranza delle persone. Invece, alcuni importanti segnali ci indicano che, proprio all'interno della popolazione crescono degli anticorpi che impediscono l'effettiva omolagoziane. Ovviamente, quando parlo di popolazione voglio indicare l'insieme delle singole persone che, nella stessa terra, condividono la stessa lingua, le stesse esperienze, la stessa spiritualità. Non ho parlato volutamente di tradizioni, anche se considero questo elemento come il vero collante di un popolo, perché il termine potrebbe fuorviare. Alcune tradizioni della Sicilia potrebbero sembrare non collimare con talune tradizioni lombarde, almeno all'apparenza. Questo è fondamentalmente falso: gli italiani hanno molte specifiche peculiarità che li accumunano e, spesso, quello che sembra dividerli, li unisce. Ma non è questa la sede per un discorso del genere. Lo è, invece, per quanto riguarda quei famosi anticorpi a cui ho accennato più sopra. La televisione propone abitualmente e costantemente visioni della vita che non ci appartengono, come italiani e come europei. I cosiddetti "format" vengono importati da altri paesi e molti dei telefilm sono di produzione americana. Se andiamo ad analizzare, scopriamo che tutto è dettato, non dall'economia (che tra l'altro sta dimostrando tutta la sua vulnerabilità) ma da una meschina forma mercantile della pubblicità. Si creano programmi non perché sono espressione della vita e della cultura nazionali, ma perché c'è gente che li guarda! E allora forza col Grande Fratello, L'Isola dei famosi, La Talpa, Il Guardone della mezzanotte (non c'è ancora ma lo propongo io)!
Oggi il massimo che la nostra società può proporre a una ragazza è quella di essere presa come “velina”.
Intendiamoci, la televisione non è sempre una cattiva maestra. Spesso vengono prodotti programmi di qualità che si riescono anche ad esportare.
Ma sono troppo pochi e, tutto sommato, accentuano ancora di più lo scollamento che c’è tra società italiana e televisione.
30 Aprile 2009