Il poeta e l'eroe: due importantissimi pilastri della cultura di destra. Naturalmente mi riferisco a quella destra ideale ed idealistica che supera l'idea mercantile di una destra prettamente economica.
Qualcuno potrebbe obiettare che anche qualcuna delle altre componenti storico politiche si è avvalsa di queste due figure. Ma a Sinistra l'Eroe perde quella sua qualità di unicità che lo rende Unico e splendente nella sua solitudine. L'Eroe di sinistra, il più delle volte è un “non eroe”, un soggetto umano che, al massimo, compie i suoi gesti per una comunità materiale e non per un ideale assoluto. Altrimenti, quando così non è, anche l'Eroe di sinistra (vedi Che Guevara) assume i connotati dell'Eroe assoluto. Quella figura primigenia che, proprio per la sua unicità, appartiene a un mondo culturale di destra. E lo stesso vale per il poeta. Esiste indubbiamente una poesia di sinistra. Ma questa tende a cantare le masse, questa orribile parola inventata proprio dalle sinistre per sommare in un unico agglomerato di uguaglianze una umanità che di uguale non ha proprio nulla. E non mi sto riferendo a una presupposta uguaglianza di diritti e di doveri, in quanto superando l'ugualitarismo di sinistra mi spingo ad affermare che proprio i più poveri, i meno dotati, hanno maggior bisogno, e quindi maggior diritto alla solidarietà degli altri.
La sinistra tende a mettere tutta l'umanità sullo stesso piano e quindi a massificarla. Ecco perché il poeta, a sinistra, finisce con l'essere solo un cantastorie di bisogni, di miserie e di ombre.
Il poeta a cui mi riferisco io, invece, è il contraltare dell'Eroe ed è il cantore delle sue gesta. Le due figure occupano entrambe un posto speciale nell'immaginario storico, ma difficilmente possono coesistere in un unico uomo. Figure come Gabriele D'Annunzio, che pure partecipò ad azioni eroiche di notevole valore, sono oggi ricordate unicamente per la loro opera poetica. E lo stesso vale per gli scritti di Eroi che vengono ricordati solamente per le loro gesta. E questo non è riduttivo. Significa semplicemente che, nel cuore dell'uomo, le due figure si identificano in momenti diversi. E questo perchè esiste una profonda, sostanziale diversità tra le loro opere e il loro Essere.
L'Eroe sente il dovere di immolarsi per una idea.
Il Poeta ha il dovere di sopravvivere.
30 Aprile 2009