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Viva la pubblicitĂ
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di di Alighiero Tartaglia |
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La pubblicità è l’anima del commercio. Questo si dice. Purtroppo, e questo denota la scarsa professionalità di coloro che sono incaricati di registrare e di scegliere gli annunci, tra le diverse inserzioni, ce n’è una che ha dell’incredibile. La voce dell’inserzionista che sponsorizza se stesso su una nota radio nazionale, si presenta con una sonorità talmente strana da sembrare artefatta come se fosse una voce da cartone animato. Questo fatto mi ricorda un episodio che vissi quando lavoravo in pubblicità. Nella nostra sede si presentò un signore inserito nel ramo immobiliare, che desiderava far conoscere la sua attività. Il dottor Lusione (il nome non è esattamente questo, ma molto simile) ci ordinò una serie di cartelloni da piazzare lungo le principali strade italiane. Nel bozzetto che ci presentò c’era l’immagine di un palazzo e la scritta “Compra la tua casa da IMMOBIL- LUSIONE”. Inutilmente gli facemmo notare che le due parole IMMOBIL e LUSIONE, messe insieme, potevano avere un effetto contrario a quello che lui desiderava, su chi leggeva. Non era colpa sua se il suo onorato cognome non si prestava ad essere usato in quella maniera, e bisognava rendersi conto che chi avrebbe letto i cartelloni non sarebbe stato colpito favorevolmente dalla combinazione. Fu irremovibile e, visto che era lui a pagare, realizzammo i cartelloni pubblicitari. Dopo un mese fu lui stesso a pregarci di correggere la scritta perché si era accorto che nessuno voleva investire il proprio denaro in una illusione immobiliare. Un altro esempio di strana pubblicità è quello che riguarda uno spot che magnifica le qualità di due acque minerali . Io bevo questa acqua minerale - dice la ragazza – e sono bella dentro e bella fuori. anche perché faccio molta dling dling . Debbo confessare che, anche essendo dotato di una notevole immaginazione, ho impiegato qualche istante per comprendere che il DLING DLING stava per il termine PIPI che pudicamente non si voleva pronunciare. Ma a lasciarmi perplesso non è stata la trovata, bensì la scelta del suono : DLING DLING. Sono padre di due fanciulle ormai grandi, ma mi ricordo benissimo di quando erano bambine. E vi assicuro che se una delle due fosse venuta da me a dirmi : - Papà ho voglia di fare dling dling - mi sarei sinceramente preoccupato. - Dling dling ? All’età tua? E con chi ? Lo sai che Rosy Bindi, alla sua età , almeno così dice, dling dling non lo ha mai fatto? - Intendiamoci, non è che io pensi che l’esempio della Bindi vada imitato, anzi. Se anche lei qualche volta avesse fatto DLING DLING forse non sarebbe così acida. Ma perche limitarsi, dico io, tra tutte queste sigle brevi, di due lettere, ci potrebbe anche allagare un pochino, no ? Bando alle tirchierie e avanti con lo spreco di lettere (unico spreco che fra poco ci potremo permettere visto che sono l’unica cosa a non essere soggetta alla crisi economica). Per esempio, visto che la dicitura Partito Democratico non riscuote molti consensi e appare poco chiara, si potrebbe cambiarla in Comitato Alleati Catto Comunisti Antidestra : CACCA. Sarebbe più giusto. Si capirebbero meglio le sue finalità. E in questo caso gli atteggiamenti di Franceschini sarebbero più consoni alla situazione.
11 Maggio 2009 |
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