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LA LINGUA ITALIESE
di Marina di Giannantonio

é proprio vero che non si finisce mai di imparare. Fino a qualche secolo fa, nel nostro paese, per comunicare con i propri vicini si usava la lingua del posto: Siciliano per  gli abitanti della Trinacria, Toscano per i toscani, Veneto per i cittadini della Serenissima, Sardo per i sardi e così via. Ma in quel lontano tempo l'Italia veniva considerata solo come una denominazione geografica e ognuna delle zone in cui quei nostri antenati vivevano era governata in modo diverso. Poi, per motivi commerciali, il toscano divenne la lingua di tutti e quando l'Italia fu unificata moltissimi cittadini, la maggior parte, erano in grado di comprendersi tra loro. Con l'assunzione del toscano come lingua ufficiale del Regno, quasi tutte le altre furono declassate a livello di dialetti. Ogni italiano si trovò così a parlare almeno due idiomi: il dialetto e la lingua ufficiale. Con l'apertura commerciale dei confini e con il desiderio che ogni nazione europea ha dimostrato nel ritrovarsi in una comunità continentale, è diventato necessario apprendere ancora un'altra lingua. Per convenzione si è scelto l'inglese e oggi chiunque si interessi di commercio, di tecnica, di cultura è in grado di leggere e di parlucchiare in quella lingua. ma evidentemente la rincorsa all'apprendimento di nuovi modi di comunicare è stata tale che non riusciamo più a fermarci e, non potendo imparare tutte le lingue che si parlano nel pianeta, ne inventiamo di nuove. é soprattutto la radio, ma anche la televisione, ad assumersi il compito di diffondere i nuovi linguaggi. Quante volte vi sarà accaduto di ascoltare subito dopo qualche messaggio commerciale astruse frasi che la vostra mente ha accantonato per pigrizia? Frasi che contengono parole come autrich, autmincon, richau o addirittura autmininviconc ? Non sono, come potrebbe sembrare leggendoli, termini in gaelico; ma sintesi di frasi italiane che significano autorizzazione richiesta, autorizzazione ministeriale concessa, richiesta autorizzazioneautorizzazione ministeriale in via di concessione. E poi dicono che gli italiani non sono pieni di inventiva!


11 Maggio 2009
 
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