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Esserci vuol dire partecipare
di Leo Valeriano

Il prossimo mese di luglio la crisi economica mondiale toccherà il livello più basso e difficile: ad annunciarlo è David Kohl, uno dei più  noti economisti di livello mondiale, che spiega come tutti gli effetti positivi delle azioni che si stanno facendo, si avvertiranno con un ritardo di nove mesi, a causa della politica adottata dalle banche centrali. Ovviamente, di tutto questo noi non ne sappiamo niente e nemmeno siamo in grado di verificarlo. Comunque, dall’estate prossima in poi dovrebbe iniziare, dunque, la vera ripresa, se pur lentamente. Intanto si seguita ad andare giù. Si dice anche che l’Italia potrebbe superare la crisi un po' meglio di altri. Le banche sono più solide e il Paese è più flessibile. Insomma sarebbe come dire che l’italiano medio ha una capacità di adattamento, notevole. E ce lo doveva dire David Kohl! Comunque, se il livello più basso sarà raggiunto a luglio, le imprese turistiche subiranno un tracollo. Io spero ardentemente di no, ma è difficile stare tranquilli. La cosa più grave è che, proprio nel corso di quest’anno, rischia di proliferare la diffusione del fenomeno dell’usura a seguito, appunto, della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie. Leggo tutto questo da agenzie specialistiche: il sovra indebitamento delle famiglie italiane, nel 2008, è cresciuto del 41,1%, rispetto al 2007 e la propensione all’usura nel 2009 salirà del 25,7%.  Spero solo che si sbaglino nella stima. Qualcuno dice che siamo all'inizio della deflazione e che per ora tutto è relegato al mondo della produzione. Infatti i prezzi reali non sono ancora scesi, e purtroppo ci vorrà un bel pochino prima che scendano, comunque è storicamente confermato che a un periodo di deflazione, che a me sembra ancora assente, segue un lungo periodo di iperinflazione che, a quanto so, è ancora più pericolosa della deflazione stessa. E se i prezzi in questo periodo di deflazione non caleranno rientrando in valori normali, e questo non vale solo per le case ma per tutte le cose, quando arriverà l'inflazione saranno dolori visto che i prezzi ricomincerebbero a correre. Sarà veramente così? Voglio dire una cosa in proposito. Sono un convinto assertore della socialità. Ritengo che le cose possano migliorare veramente solo se ci stringiamo tutti insieme, noi italiani, come se fossimo una grande famiglia. E, in fondo, lo siamo. In una grande famiglia ci si sacrifica per il bene comune, quando serve. E allora, e lo dico ben sapendo che in fondo si tratta di un’utopia, basterebbe che tutti (ma proprio tutti) ci mettessimo d’accordo di guadagnare qualcosa di meno (e vale in particolare per i commercianti, ma non solo), di produrre qualcosa di più ma che sia comunque migliore come qualità, e di evitare (per quanto possibile) il superfluo e gli sprechi. Parlo a livello nazionale, naturalmente, ma anche personale. Se si adottasse una linea del genere, ne sono assolutamente convinto, in pochi anni potremmo, non solo risalire la china, ma stabilire un precedente che ci vedrebbe come nazione capace di eccellenze, in un momento in cui tutti puntano a un ribasso della qualità. Si lo so. È una fesseria, pensare che una cosa del genere possa essere possibile. Ma, se è stato possibile pensarla, perché non è possibile farla? Certe cose, vorrei ricordarvelo, o cominciano dalla base o non cominciano per niente. Il miracolo economico degli anni ’50 aveva queste radici. Forse sarò un irrimediabile idealista, ma io credo nella mia gente e nelle sue capacità. Questo è, veramente, il momento di “esserci”.


15 Maggio 2009
 
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