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NON DIMENTICHIAMOCI DI AUNG SAN SUU KYI.
di Marina di Giannantonio

Mentre l’Italia corre verso l’estate, chiederei di non dimenticarci di quella splendida donna che risponde al nome di Aung San Suu Kyi. Quella della Birmania è una lunga storia di oppressione militare, almeno fin dal 1962 quando i militari presero il potere. Uno dei momenti più drammatici è stato il 1988 quando la rivolta fu schiacciata con un bilancio di addirittura tremila morti.
Il Paese è in preda alla recessione dovuta anche all’ aumento folle di beni di primo consumo come petrolio, diesel e gas naturale cresciuti dal 66% al 535%. Un aumento insopportabile per i livelli della popolazione birmana.
Ovviamente tutto ciò che può avere sapore di opposizione viene stroncato brutalmente. Come è accaduto, appunto, alla leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi da anni segregata dalla giunta militare birmana. L’ultima accusa, per lei, riguarda la presunta visita di un cittadino americano che l’avrebbe avvicinata per complottare contro i militarin al potere. Accusa che, ovviamente, Aung San Suu Kyi non riconosce valida.
Nonostante quello che è avidente, però, sembra che la situazione birmana non desti molte preoccupazioni in coloro che fanno affari con la giunta militare.
Decine e decine di morti, destinati a restare senza nome. E poi centinaia di arresti.   Sono finiti in carcere anche artisti, letterati, attori, insomma tutti coloro che possono coordinare, animare e trascinare la protesta come l'attore più famoso del paese e il poeta Aung Way. A Rangoon, il vero nome della capitale della Birmania che i militari nel 1989 fecero diventare Yangon, la tensione resta alta e la situazione drammatica. La situazione si complica anche a livello internazionale e,  nonostante le pressioni della maggior parte dei paesi, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha preso decisioni degne di nota contro il regime militare birmano. E molti si chiedono: perché finora, dopo anni di regime, non è stato fatto nulla? Perché questa assurda tolleranza?


12 Giugno 2009
 
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