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Continua la persecuzione dei cristiani nel continente asiatico.
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di Angelo Valente |
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Vita dura per i cristiani, nel vicino oriente. Scuole e università cristiane chiuse in tutto il Pakistan, per tre giorni consecutivi, in segno di lutto per l'uccisione di otto membri della loro comunità nella città di Gojra, accusati dalla maggioranza musulmana di aver profanato il Corano. Un portavoce del governo pachistano ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sull'accaduto. A spiegare cosa sia successo il frate Francesco Hussein Younis, 39 anni: “Alcuni giorni fa in un villaggio presso Gojra si era tenuta una grande festa di matrimonio cristiana. Come è usanza, alla fine della cerimonia in chiesa gli invitati hanno tirato verso la coppia fiori, riso, alcune monete per augurare prosperità e biglietti con frasi di saluto o salmi. Il problema è che i musulmani hanno cominciato a sostenere che in realtà i versetti religiosi erano pagine del Corano strappate, un'offesa gravissima per l'Islam e oggi ancora più grave in questi tempi di fanatismo. Ben presto sono volati insulti, accuse, poi pietre e violenze. Nel pomeriggio erano già state date alle fiamme alcune abitazioni”, risponde. Ma l'escalation più grave è ripresa sabato mattina verso le undici a Gojra, nei pressi della cosiddetta “Christian Town”, il quartiere cristiano. I musulmani denunciati dalla polizia su richiesta del vescovo locale sono stati circa 800. Solo di 17 persone per ora si conosce l’identità ma la polizia ha già eseguito un centinaio di arresti. Tra i fermati c’è Abdukl Khalid, a capo di una organizzazione estremista islamica bandita dalla legge. A scatenare l’attacco è stata l’accusa di presunta blasfemia contro Mukhtar Masih, Talib Masih ed il figlio di quest’ultimo, Imran Maseeh. Secondo fonti locali, riportate dall’agenzia missionaria Asianews, gli aggressori provenivano da un villaggio vicino a Korian. Il 30 luglio hanno preso d’assalto le case dei cristiani mentre un gruppo di loro cercava di inscenare una sorta di processo pubblico. La folla ha poi bloccato la strada che unisce Faisalabad a Gojra e la caserma dei vigili del fuoco del villaggio, ostacolando i soccorsi e l’estinzione degli incendi. Intanto in India sono stati prosciolti 16 dei fondamentalisti hindù che l’anno scorso attaccarono la comunità cristiana facendo 40 morti. I 16 furono arrestati insieme a diversi altri con l’accusa di omicidio, possesso di armi ed altri reati. Le violenze scoppiarono quando i fondamentalisti hindu accusarono i cristiani di aver ucciso il loro leader, omicidio poi rivendicato dai maoisti. Gli induisti bruciarono chiese e case. I morti secondo stime non ufficiali furono oltre cento. E noi seguitiamo a parlare di tolleranza. È solo un’illusione?
6 Agosto 2009 |
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