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I Giovani e l’alcol
di Giovanni Neri

Quest’estate, finalmente, è stato varato un principio, almeno da alcune amministrazioni locali, per cui la vendita dei superalcolici ai ragazzi che abbiano un’età inferiore ai 16 anni, deve essere proibita nei locali pubblici. Onestamente, mi sembra assurdo che si sia dovuto arrivare a tanto. Eppure, da quanto è venuto fuori in ricerche abbastanza precise, non sono pochi i ragazzi che cominciano a bere ed ubriacarsi già dalla tenera età di 12 anni. 12 anni, amici miei. Ovviamente, non credo che serva a niente proibire la vendita dei superalcolici nei bar o nelle discoteche, visto che poi i ragazzi si possono rifornire nei supermercati. Meglio sarebbe se, come in taluni paesi di cultura anglosassone, nei supermercati i prodotti contenenti alcol non ci fossero. Di solito, sono venduti in annesse botteghe, praticamente attaccate ai supermercati, ma dove i minori non possono neppure entrare. Il vero problema, comunque credo che sia quello dell’educazione e nasce nelle famiglie. Se un ragazzo comincia a bere a 12 anni, vuol dire che non ha niente altro. E questo è grave. Ma la domanda che dobbiamo farci è: ma chi glie li da i soldi da spendere in alcolici? Glie li danno a casa o li rimedia in qualche altro modo? E i genitori, veramente non hanno nessun modo per accorgersi di quello che succede? Purtroppo, so di ragazzi che ingannano abitualmente i genitori, sulla loro vita quotidiana. Spesso fanno cose che, se fossero conosciute in famiglia, creerebbero qualche trauma, nei genitori. E i genitori, quasi sempre, sono troppo impegnati nelle loro faccende personali per accorgersi di qualche cosa. La tecnologia stessa, poi, aiuta molto chi vuole ingannare. Internet, i telefonini, aiutano a mantenere non solamente contatti leciti e di semplice amicizia, ma anche contatti pericolosi. Diventa molto più facile, quindi accedere all’alcol, ma anche alle droghe. Tutte cose che vengono viste, da coloro che così vogliono considerarle, come esperienze che non creano dipendenza. E certamente nessun danno permanente. Purtroppo, oggi è ampiamente dimostrato che questo non è vero; ma il mondo degli spacciatori mette in giro storie e leggende secondo cui molti grandi uomini della storia si drogavano. È assolutamente falso. E, ogni tanto, leggiamo di qualche ragazzo che, in preda a droga e alcol, investe con la macchina qualche innocuo passante. A quel punto c’è sempre chi si chiede: ma come è potuto succedere? Succede perché siamo distratti, perché non conosciamo, perché sottovalutiamo, perché non siamo all’altezza delle situazioni. Si, anche questo. E così i giovani, specie quelli in tenera età, cominciano a sfuggire al controllo dei genitori. In breve tempo diventano bravissimi, molto esperti, a farlo. Magari all’inizio fanno i furbi per rimediare qualche soldo in più. O per essere all’altezza degli altri del branco. E allora non c’è più niente da fare. Invece il problema andrebbe affrontato prima che si presenti.


6 Agosto 2009
 
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