Non sono un lettore di Giampaolo Pansa ed è solo per curiosità che ho comprato e poi letto, il suo libro:
I tre inverni della paura. È una ricostruzione controcorrente di un'epoca feroce. Accanto a figure che appartengono alla storia, come Togliatti, De Gasperi, i capi delle bande rosse e nere, il vescovo Socche, il partigiano bianco detto "il Solitario", si muove la gente comune di quegli anni. Le donne chiamate a sopportare il peso più grande della guerra. I bambini messi di fronte al terrore politico. Soprattutto comunista. L'asprezza dello scontro fra ricchi e poveri. Le vittime del dopoguerra che emergono dalle fosse segrete, fantasmi capaci di turbarci ancora oggi. Uno stralcio del commento del Corriere della Sera lo decsrive abbastanza bene: «Pansa non vuole demonizzare la Resistenza, ma raccontare gli eccessi di cui fu vittima una parte della popolazione italiana. Una tragedia che ha trovato pochi cantori». E mi pioace riportare il commento di un lettore, certamente di sinistra:
Carissimi amici lettori, dopo aver letto il libro, sono rimasto sconcertato da quanto l'Autore ci racconta: i fatti, così some riportati, mi hanno fatto rabbrividire, non solo per la crudeltà delle morti in tempo di guerra, ma soprattutto perché riconosco nell'atteggiamento i comunisti o ex comunisti di oggi (ben inteso limitato all'atteggiamento verso gli altri). Vivo in Toscana e li conosco bene! Il mio desiderio è che tutti i nostri fratelli morti in guerra sia fascisti che comunisti che di altro pensiero abbiano riconosciuto il proprio nome e cognome nelle lapidi dei loro paesi di origine, ricordandoli come martiri della nostra libertà - tutti indistintamente - infine vorrei che da libri come questo venisse fuori un ampio movimento di opinione nazionale che faccia arrivare nel più breve tempo possibile, la vera storia della seconda guerra mondiale nelle scuole e nei media. Infine vorrei ringraziare di cuore Giampaolo Pansa per avermi dato la possibilità di conoscere la vera storia del mio paese: L'Italia!! Altri commenti sarebbero inutili.