 |
|
  |
|
La diffusione dell’Influenza “A”
|
|
|
di Giovanni Soraco |
 |
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha deciso di dare un nuovo nome alla febbre dai suini che ha contagiato l'uomo, ribattezzandola 'influenza A . Esistono anche altri due sottotipi. Il sottotipo B non si trasmette dagli animali, ma è presente solo tra gli uomini ed è anche abbastanza raro. Il sottotipo C risulta il meno aggressivo causando solo leggeri problemi respiratori. La denominazione H1N1 deriva dal fatto che il virus di tipo A é avvolto da un mantello che ha due proteine caratteristiche chiamate emoagglutinina (H) e neuraminidasi (N). Ognuna di queste proteine, però, ha diversi sottotipi. In particolare, dell'emoagglutinina se ne conoscono 15 e della neuraminidasi nove. Il virus che si sta diffondendo dal Messico presenta nel 'mantello' i sottotipi H1 e N1 delle due proteine usate per la classificazione. Anche il virus che circola durante le epidemie stagionali è del tipo H1N1, la differenza sta nel fatto che quello derivato dal maiale fonde in sé una porzione del materiale genetico del virus che colpisce gli uccelli, una porzione del virus che normalmente colpisce l'uomo e due parti del virus dei suini. Questa caratterizzazione così precisa fa sperare per un rapido sviluppo del vaccino. Resta il fatto che questa estate non sono stati in pochi a prendersi un giustificato spavento. Le bronchiti e le influenze, hanno raggiunto verso l’inizio di agosto un livello che non era stato raggiunto neppure nei primi mesi dell’anno, ovvero nel periodo di maggior diffusione di tali malattie. Ma la colpa, in effetti, deve essere attribuita ai rapidi cambiamenti climatici, al caldo opprimente seguito da correnti gelate proveniente dal nord, o addirittura dallo sconsiderato uso di aria condizionata nei locali pubblici. Bronchiti che si sarebbero potute evitare, quindi. Non Pandemia.
6 Agosto 2009 |
|
|
|