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Rapporto tra politica e cultura, per la riscoperta di una visione mediterranea dell’Europa
di Ezio Carli

Il rapporto tra cultura e politica riveste un ruolo cruciale nell'ambito delle democrazie occidentali. In particolare in quelle che, per scelta, fanno oggi parte dell’Unione Europea. È infatti impossibile affrontare la questione della crescita europea e del superamento degli egoismi nazionali, senza rifarsi anche al modello di cultura politica che la sottende; allo stesso tempo, non è possibile analizzare il tema della cultura politica senza tenere conto del tipo di comunicazione attraverso il quale essa si manifesta. Il risultato delle leggi, della storia di ogni Paese, della sua cultura e del suo sistema politico attuale si traduce in un modello di comunicazione che fa della comunicazione una parte integrante del processo decisionale. È solo attraverso lo studio e la comprensione dei diversi sistemi, che si può arrivare a un sistema unico, adottabile da tutti. Ma come, con quali strumenti e in che misura la cultura politica che caratterizza una democrazia è influenzata, e a sua volta influenza, i modelli e le forme di comunicazione tra istituzioni e cittadini, e tra cittadini in quanto soggetti politicamente attivi e potenzialmente partecipi? In che modo stanno cambiando le forme, le modalità della partecipazione politica e la cultura politica stessa, in conseguenza dei profondi mutamenti delle tecniche e delle possibilità comunicative che si sono verificati negli ultimi decenni? E soprattutto, in che modo evolve il rapporto tra cittadini e istituzioni all'interno di questo processo? Noi italiani, ma non solo noi, portiamo in Europa la nostra eredità di mediterraneità. Sappiamo che l’Europa ha bisogno di avere una sua politica mediterranea, che è una politica che guarda a lei stessa e oltre di lei. Sappiamo anche che il confronto tra le culture renderà più facile questa politica, farà crescere la forza degli interlocutori possibili. L’Europa come soggetto politico in un mondo che diventa globale deve assolutamente guardare al Mediterraneo come al mare di un grande sviluppo, di pace, di civiltà. Per questo è lecito affermare che la politica e la cultura devono costituire le "forze" principali, in grado di assicurare quel rigore etico che l’economia sembra aver smarrito, obbedendo, spesso, solo al credo del profitto e del possesso. Una riflessione in questo senso è possibile e necessaria.


6 Agosto 2009
 
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