 |
|
  |
|
Finisce l’estate ... e (speriamo) i pettegolezzi.
|
|
|
di Leo Valeriano |
 |
Questa calda estate ha lasciato il segno di uno scontro politico fatto, purtroppo, solo di pettegolezzi. Non voglio entrare nel merito, ma fare solo qualche osservazione. Ricordate quando Craxi era al governo e doveva riprendere continuamente alcuni suoi ministri (De Michelis, Altissimo, Longo) per le loro estemporanee manifestazioni di “mondanità”? Non mi sembra che qualcuno se ne scandalizzasse. E comunque, non c’è mai stato qualcuno (specialmente con evidenti scheletri nell’armadio) ad averlo fatto. Invece, i rappresentanti dell’opposizione, pur di demonizzare e abbattere un governo che non riescono a contrastare in altra maniera, si gettano su pettegolezzi (spesso inventati) scandalizzandosi (o facendo finta di farlo) per argomenti che al massimo potrebbero far parte delle rubriche di riviste “rosa”. E, forse, il vero scandalo è proprio questo. Invece di occuparsi seriamente della soluzione della crisi offrendo contributi alla sua soluzione, i rappresentanti dell’opposizione di dilettano con queste cose. Il che fa benissimo immaginare “cosa” saprebbero fare costoro se tornassero a governare il nostro Paese. Intendiamoci, la crisi c’è ancora. Non c’è dubbio. Ma, forse, non per tutti. Si vedono manifestazioni di ricchezza incredibili, in giro. E si notano ancora di più se a sfoggiarle sono i censori di sinistra. E, forse adesso si notano di più a causa della differenza di tenore di vita. Naturalmente, cerchiamo di non farci troppo caso, ma comunque certe cose stridono e non si può fare a meno di notarle. Ma non voglio passare da un pettegolezzo ad un altro. Invece, vorrei osservare che, almeno per noi normali cittadini, liberarci dagli attuali stili di vita consumistici potrebbe portarci ad apprezzare meglio la vita così com’è, lasciando da parte tutti i fronzoli artificiali che ormai sostituiscono tutto. Persino la bellezza del mondo e della vita che non sappiamo più vedere. Lasciamo perdere i cosiddetti gossip e pensiamo a noi. Io sono convintissimo che, questo tempo, che ci vede costretti a diminuire la forsennata corsa allo spendere, ci potrebbe spingere riscoprire cose dimenticate e preziosissime. Una volta che ci saremo resi conto di tutto questo, potremo iniziare a fare scelte che possono dare realmente inizio ad un vero cambiamento. Un cambiamento in positivo, non solo a parole. Un cambiamento nei fatti, e non basato unicamente sulle buone intenzioni. Insomma, dobbiamo renderci conto che più che le azioni di qualsiasi governo, dobbiamo fare conto su noi stessi. Che cosa voglio dire? Che dobbiamo essere noi a tentare di liberarci dalla morsa di questo mondo consumistico guidato, proprio per la sua stessa natura, dal solo perseguimento di profitti sempre più cospicui ed immediati. Sta a noi cambiare le nostre abitudini. Gradualmente, con impegno e costanza. Il che non vuol dire fare voti di povertà o di rinuncia, né vivere di stenti, ma semplicemente cambiare almeno qualcuna delle assurde abitudini che abbiamo assunto, e soprattutto decidendo con più criterio cosa comprare e cosa non comprare. Cosa scartare e cosa no. Cosa dobbiamo comprare e ciò che potremmo imparare a fare da soli. Siamo ancora in tempo per smetterla di ammazzarci di fatica solo per arricchire chi ci procura solamente cose inutili. Se ci rendiamo conto che sono “realmente inutili”, non è difficile. Tutto questo senza far diminuire il nostro impegno per risolvere la crisi e senza perdere ulteriore tempo in ulteriori inutili pettegolezzi.
8 Settembre 2009 |
|
|
|