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Ancora sul caso Boffo
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di Giovanni Neri |
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Nei giorni scorsi, l’Economist ha scritto, a proposito dell’ormai notissimo caso Boffo: «Berlusconi ha ancora delle buone carte da giocare». Perché, dopo le critiche espresse anche da ambienti cattolici sui comportamenti del premier «il Vaticano potrebbe temere una rappresaglia da parte del presidente del Consiglio» che si potrebbe concretizzare con «l'abbandono dell'iniziativa legislativa restrittiva sul testamento biologico o il blocco a una inchiesta parlamentare ostile sulla pillola abortiva. C'è anche il rischio che i suoi seguaci laici possano promuovere una legge per il riconoscimento delle coppie di fatto, gay compresi». Ma, sempre secondo l’ Economist «la carta più forte nelle mani di Berlusconi potrebbe essere quella etica. Il 1° settembre un Tribunale italiano ha reso noti dettagli sulla sentenza contro Boffo, che sembrano confermare la sostanza delle affermazioni del Giornale. Due giorni dopo, Boffo si è dimesso. L'unica cosa sorprendente è che i vescovi italiani lo avevano considerato adatto a restare in una posizione così di alto profilo e così vulnerabile per cinque interi anni dopo la sua condanna». Come al solito, l’Economist sembra giudicare le cose senza conoscere bene lo spirito morale delle persone di cui scrive. Noi vorremmo solo far notare come tutta la vicenda abbia lasciato l’amaro in bocca anche a diversi esponenti del PDL. E il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri nel corso di una sua partecipazione alla 'Summer school' a Villa Tuscolana a Frascati, ha detto ''Mi dispiace che Boffo si sia dimesso. Ho espresso stima e amicizia per il suo essenziale contributo al dialogo tra mondo cattolico e politico''. Chi vuol capire, capisca.
8 Settembre 2009 |
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