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Mostra di Venezia
di Lupo Solitario

A chi è passato nelle sale della Mostra del Cinema di Venezia, dovrebbe aver fatto uno strano effetto vedere questa mostra tingersi sempre più di rosso shocking. Tornatore, Placido, Michael Moore, Bobby Paunescu, tutti hanno contribuito a creare una parata di opere inneggianti all’eterna sinistra di cui tutti parlano e di cui nessuno sembra sapere assolutamente niente. Ciò nonostante, è stato proprio il colore rosso a dilagare a Venezia, vuoi per il cannibalismo e gli zombie che stavano risvegliandosi, vuoi per il dilagare di opere d'opposizione, antagoniste, antitutto, fregnacciare, insomma di sinistra. E abbiamo notato anche che, almeno in alcuni casi, zombie e sinistra coincidono perfvettamente, come nell'improbabile e improponibile Ombre rosse di Citto Maselli, pieno di idee vecchie, di vecchi militanti comunisti, di giovani pseudo intellettuali che intellettualizzano e così via. Siamo nel 2007, c'è il governo di centrosinistra e il “documentario” di Citto Maselli sembra la presentazione del conto a chi non è stato abbastanza massimalista, accettando la sconfitta di un modello ideologico ormai condannato dalla storia. Insomma, tanta nostalgia filo sovietica per il solito polpettone a cui siamo abituati da tempo. Intendiamoci, ognuno è libero di filmare ciò che vuole, ma che tutto ciò sia fatto con i soldi dello Stato (fondi del ministero) mi sembra una pessima propaganda per gli aiuti al cinema. Infatti la domanda che ne viene fuori è: Bisogna aiutare il cinema oppure Citto Maselli a realizzare schifezze come quella che ha presentato? A suffragio di quanto detto, segnalo lo scontro all’arma bianca tra due stelle brillanti dell’intellighenzia di sinistra italiana: il regista Citto Maselli e l’archistar Massimiliano Fuksas. Invece del solito dibattito, i due hanno partorito uno psicodramma. A Venezia i maligni hanno cominciato subito a mormorare che il personaggio centrale del film di Masellisarebbe una caricatura proprio di Massimiliano Fuksas. In seguito a questo Fuksas in persona ha diffuso un comunicato, rilanciato da Dagospia, in cui dice anche che Maselli è «il regista che, per motivi para-politici, ha più incassato in contributi dal Ministero della Cultura per i suoi film che differentemente dai finanziamenti cospicui, hanno avuto un pubblico quasi nullo». È l’ulteriore conferma di quanto già scritto su Libero da Alessandra Menzani. La lista dei flop è lunghissima e Fuksas pare conoscerla bene. Ma la rappresaglia dell’archistar non è finita. Il rosso Massimiliano annuncia anche che farà il restauro della villa di Visconti, che aveva promesso a Maselli. Perché Visconti è stato un «grandissimo regista che a differenza di molti ha mostrato grandi qualità senza mai usare la politica come sostituto alla mancanza di talento». Tiè!

8 Settembre 2009
 
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