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Una lettera...o una cartolina
di Leo Valeriano

In una nota di agenzia, la Reuters di martedì scriveva: Necessità di strutturare il Pdl come un vero e proprio partito, e preoccupazione per le affermazioni de "Il Giornale" nei confronti del presidente della Camera Gianfranco Fini e per la possibilità di un corto circuito in seno al partito. Sono questi i punti cardine della lettera inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dal vicepresidente vicario dei deputati del Pdl Italo Bocchino. Il Popolo delle Libertà deve avere come priorità una solida e visibile democrazia interna e "sarebbe opportuno - suggerisce Bocchino nella lettera - un patto di consultazione permanente tra Te e il cofondatore del Popolo delle Libertà Gianfranco Fini, al quale siamo politicamente e personalmente legati e con cui siamo entrati nel Pdl e in Parlamento". Il coinvolgimento di tutte le componenti del partito è un tema particolarmente sottolineato dal vicepresidente vicario dei deputati del Pdl, che ci tiene a precisare come sia necessario tenere "dei vertici di maggioranza che coinvolgano tutto il Pdl" ed evitare "la sensazione che dalle cene del lunedì venga fuori la linea dell'esecutivo e che questa sia di fatto condizionata dalla Lega a scapito del nostro partito".
Mi sembra assolutamente giusto il richiamo a strutturare il PDL come un autentico partito, una cosa che molti di noi auspicano. Ma assolutamente gratuita la difesa di Gianfranco Fini che, come si è visto, sa benissimo difendersi da solo. Quando AN si è sciolta e noi tutti siamo confluiti nel PDL, l’azione non è stata decisa dalla base. Ma la base ha dato fiducia ai suoi dirigenti e, come sempre, li ha seguiti. Oggi, ci riteniamo (tutti) facenti parte di questo nuovo partito e non mi sembrano affatto utili i richiami a una specie di corrente degli EX-AN. Non vorrei che fosse proprio questo a causare quel corto circuito paventato nella lettera inviata al Presidente del nostro partito. Possiamo discutere su tutto, ma cerchiamo di conservare quello che è sempre stato il nostro stile.
E sarebbe bene, anche, tenere presente che alla Base del Partito, alla quale mi onoro di appartenere, non è sempre facile seguire e comprendere i troppi tentennamenti, le vaghe insicurezze, i ripensamenti tardivi e una possibile voglia di apparire diversi anche quando non serve a nessuno.
L’iniziativa ha comunque provocato una certa tensione anche tra gli ex dirigenti di An. Ignazio La Russa ha osservato che la lettera, seppure nello spirito condivisibile non solo da tutti i parlamentari di An, ma anche da tutto il Pdl, essendo “firmata solo da una parte dei parlamentari ex An, anziché portare, come si vorrebbe, a una serena definizione di questa fase di tensione all’interno del Pdl che è inutile negare, finirebbe col favorire interpretazioni opposte e creare ulteriori problemi”. Posizione condivisa anche dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal ministro Altero Matteoli, che non hanno aderito all’appello. “La firma sulla lettera a Berlusconi, condivisibile per i contenuti, di una parte dei deputati può rappresentare un equivoco e allontanare l’indispensabile chiarimento”, commenta il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Anche Maurizio Gasparri ha condiviso le parole di La Russa: “Non c’è bisogno di creare momenti di divisione – ha detto il capogruppo Pdl al Senato - ma realizzare quella coesione che gli elettori hanno invocato, apprezzato, votato. Ciascuno con il proprio contributo di idee e con un clima di serenità che non deve essere turbato da campagne giornalistiche da respingere con forza da qualsiasi parte provengano e contro chiunque indirizzate”.


15 Settembre 2009
 
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